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Città di Pistoia

pistoia dallalto

Pistoia è un comune italiano di 90.462 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Toscana nell'Italia centrale.

La città è stata dichiarata, ufficialmente, parte integrante dell'area metropolitana Firenze - Prato - Pistoia (che supera 1.500.000 abitanti) dal Consiglio Regionale della Toscana con la delibera 130 dell'anno 2000[3].

La Storia

La nascita di Pistoia è legata all'espansione verso settentrione dello stato romano, anche se non sono da escludere precedenti insediamenti di popolazioni diverse, quali gli Etruschi, come lasciano presupporre alcuni reperti archeologici ritrovati in prossimità dell'attuale piazza del Duomo.
Al principio del II secolo a. C. quando i romani intrapresero una dura lotta contro le popolazioni liguri attestate sulle pendici appenniniche, Pistoia doveva essere una città fortificata, oppidum, destinata all'approvvigionamento delle milizie. Il suo stesso nome PistoriaPistoriae o Pistorium, allude forse a questo suo ruolo; in latino pistoria indica il forno per il pane.
Con il prolungamento della via Cassia fino a Lucca, Pistoia consolidò la sua importanza sul territorio, anche se l'unico episodio di notevole importanza che la riguardò fu la sconfitta di Catilina e dei suoi seguaci avvenuta nel gennaio del 62 a. C. in una località imprecisata dell'ager pistoriensis.
Nel V secolo Pistoia divenne sede vescovile e subì il brutale saccheggio dei Goti di Radagaiso (405 d. C.).
La dominazione longobarda fu importante per la città che per la sua vicinanza al confine bizantino acquisì un primario ruolo strategico, divenendo sede di un gastaldato direttamente dipendente dal sovrano.

In questo periodo Pistoia era cinta da una cortina difensiva e il centro si era organizzato attorno alla curtis domini regis.
La città a riprova della sua importanza fu autorizzata a coniare una moneta aurea: il tremisse pistoiese. Durante l'VIII secolo le importanti istituzioni religiose costruite fuori dalla cinta muraria segnarono le direttrici del successivo sviluppo urbano la cui vita politica nel secolo successivo si organizzò attorno alla corte vescovile. Scarse notizie rimangono della dominazione franca, che seguì quella longobarda, e del periodo ottoniano quando anche Pistoia subì le sorti del mondo occidentale caratterizzandosi per un'economia di carattere chiuso e per un sistema politico di impronta feudale; i conti Guidi e Cadolingi contendevano al vescovo il controllo sulla città.
Con il nuovo millennio mutarono le istituzioni politiche; nel 1105 a Pistoia governavano i consoli, la più antica magistratura di istituzione democratica e nel 1158 il podestà arginò il potere del vescovo il cui palazzo fortificato sorgeva presso la cattedrale
Nel 1177 la città ebbe il suo primo statuto, uno dei più antichi d'Italia.
Durante l'Undicesimo e il Dodicesimo secolo Pistoia si contraddistinse per la imponente crescita economica della quale la prima conseguenza fu il controllo esercitato su una estensione territoriale superiore ai confini dell'attuale provincia. In questo periodo, forse quello di massimo splendore, la città acquistò l'aspetto romanico che ancora oggi ne è la principale caratteristica e si dotò di una nuova cinta di mura. La vita civile fu tuttavia turbata dagli scontri che opponevano le opposte fazioni Guelfa e Ghibellina prima, Bianca e Nera poi.
Il XIII secolo fu per la città un momento di grave crisi politica e Pistoia si trovò costretta tra le potenti Firenze e Lucca. Con queste città numerosi furono gli scontri; all'inizio del quattordicesimo secolo la loro alleanza procurò a Pistoia una delle pagine più dolorose della sua storia: l'assedio del 1306.
Nel corso del secolo Pistoia cercò più volte il riscatto ma fu sottoposta prima alle signorie di Uguccione della Faggiola, di Vinceguerra Panciatichi e di Roberto d'Angiò, poi con Castruccio Castracani al potere di Lucca. Intorno alla metà del secolo, proprio quando sembrò che stesse per riconquistare la propria autonomia, Pistoia entrò nell'orbita fiorentina, dopo essere stata gravemente diminuita sia nel fare demografico che in quello economico, dalle disastrose pestilenze del 1348 e 1400.

San Jacopo, il patrono

Le origini della venerazione che i pistoiesi hanno per l'apostolo San Jacopo sono remote. Lo storiografo pistoiese Michelangelo Salvi narra che nell'anno 849, temendo i pistoiesi che la loro città venisse invasa dai Saraceni, che erano giunti alle porte di Roma, chiese all'apostolo San Jacopo la sua protezione, ricordando come in simili circostanza, anche il re Ramiro di Spagna fosse ricorso all'aiuto del Santo.

Pistoia non venne invasa e, in segno di gratitudine per la grazia ricevuta, i pistoiesi elessero San Jacopo a loro patrono e gli edificarono una chiesetta entro il primo cerchio di mura; esse fu costruita nelle vicinanze di un fortilizio della città e fu chiamata San Jacopo in Castellare.

Nei secoli successivi il vescovo Atto, che era succeduto al vescovo Ildebrando dei conti Guidi nel governo della diocesi, chiese al vescovo di Compostela (città spagnola della Galizia) una piccola parte della reliquia del corpo del santo. Ranieri, che si trovava come canonico della cattedrale di Santiago, accordò la reliquia (un frammento di osso del cranio del santo) e venne recata con grandi onoranze a Pistoia e deposta in una cappella appositamente costruita nel 1145.

Fu così che la cappella con apposito altare, dedicato a San Jacopo, diventò subito meta di pellegrinaggi inaspettati. Per tanti devoti, con in programma un pellegrinaggio a Compostela, Pistoia si fece spesso capolinea di partenza. Presso la cappella, infatti, si veniva a chiedere protezione per il lungo viaggio. Al ritorno poi si faceva traguardo d'arrivo, con sosta di doveroso ringraziamento per il buon esito dell'impresa.

Fra il 1170 e il 1180 gli statuti comunali ricordano una “festa di San Jacopo”.

Fin da allora, tuttavia, il culto per l'apostolo risultava sotto la tutela non più del vescovo, ma del comune di Pistoia.

Nel corso del Duecento quest'ultimo adottò San Jacopo come proprio protettore e patrono della città, apponendo la sua immagine sui propri sigilli.

Il periodo delle solenni celebrazioni religiose iniziava il giorno antecedente quello della festa con un'imponente processione di tutta la comunità; raggiungeva il suo culmine per il 25 luglio, e poi continuava per i successivi otto giorni (“Ottava di San Jacopo”).

In questo periodo si teneva una grande fiera annuale o “mercato”, che garantiva immunità a chi vi partecipasse, eccetto i criminali ed i banditi. La giornata festiva, caratterizzata durantehome1 la mattina da una serie di cerimonie liturgiche molto suggestive in onore del santo patrono, si concludeva nel tardo pomeriggio con una manifestazione concepita come omaggio a San Jacopo: la corsa del “Palio”. Essa prendeva nome dalla lunga pezza di stoffa pregiata (pallio) che ne costituiva il premio. Alla “corsa del Palio” partecipavano cavalli purosangue di razza berbera montati da fantini che spingevano gli animali al galoppo sfrenato lungo un percorso variato durante il tempo. Si trattava perciò di una gara di velocità in lungo, che evidenziava soprattutto le qualità dei cavalli.

Tra la fine del Settecento e durante l'Ottocento occasionalmente andò ad aggiungersi alla corse del Palio una serie di corse in tondo, lungo il circuito di una piazza, generalmente piazza San Francesco.

Cantieristica

Lo stabilimento AnsaldoBreda è la maggiore impresa pistoiese nel settore della meccanica. L'azienda nacque nel 1907 come officina per la riparazione e la costruzione di materiale rotabile ferroviario, sede distaccata della San Giorgio di Genova.
Nel secondo dopoguerra, fortemente danneggiato dai bombardamenti, divenne la OFMP (Officine Meccaniche Ferroviarie Pistoiesi), iniziando la costruzione di trattori "Ursus, progettati dall'ingegnere Ulisse Bubba.
A partire dal 1971, con la trasformazione in Breda Ferroviaria, riprese la primigenia vocazione produttiva rivolta al materiale rotabile, fino a diventare nel 2001 l'attuale AnsaldoBreda. Questo complesso occupa a circa 2.000 persone fra interne e nell'indotto ed è apprezzato in tutto il mondo per i suoi prodotti ferroviari di avanguardia.

Sport

Pallacanestro

La principale squadra di basket cittadina è il Pistoia Basket 2000, che attualmente milita in Serie A. Pistoia vanta una notevole tradizione cestistica( 7 campionati consecutivi di Serie A dal 1992 al 1999),ma dopo la cessione del titolo, la squadra era dovuta ripartire dalle categorie dilettantistiche.Il ritorno nell'elite della pallacanestro italiana è avvenuto il 22 giugno 2013, con la vittoria in gara 5 playoff nella finale contro la Leonessa Basket Brescia.

Calcio

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La principale squadra di calcio cittadina è la Pistoiese (colori sociali arancione-blu). La società è stata fondata nel 1921 ed ha conosciuto la Serie A nelle stagioni 1928-1929 e 1980-1981 (tra i giocatori delle stagioni 1980-81 e 1981-82 si ricorda Marcello Lippi, poi allenatore nella stagione 1987-88). Il club nel marzo 2011 vince il campionato regionale di eccellenza toscana girone B e raggiunge la serie D. Il 21 aprile del 2011 compie 90 anni. La festa del sodalizio viene fatta il 16 aprile 2011 in Piazza Duomo davanti ad oltre 2000 persone segno di un ritorno importante di entusiasmo della città verso i colori arancioni.La squadra arancione con il campionato dell'annata 2013/2014 torna a giocare tra i professionisti, vincendo il campionato di serie D , aggiudicandosi la serie C.

Lo stadio Comunale, da poco intitolato al presidente che riportò la squadra in serie A, Marcello Melani, scomparso recentemente, è omologato per ospitare circa 5.000 spettatori, ma ne potrebbe ospitare addirittura 15.000. Fu costruito nel 1966 ed è stato più volte modificato nel corso degli ultimi anni. Nel 1980 è stata costruita la Curva Nord. Negli anni novanta la Curva Sud è stata rifatta più volte con ausilio di ponteggi. È situato nella zona nord della città, in Via delle Olimpiadi.

La tifoseria arancione è stata rappresentata negli ultimi da anni da vari gruppi organizzati fra i quali le Brigate Arancioni, le Vecchie Brigate, gli Ultras Pistoia, i 1982 che erano situati in gradinata. Sono stati stretti gemellaggi con Venezia e Pesaro. Dal 2007 la curva nord è portata avanti dai ragazzi dell'Ultima Guardia.

Podismo

La Pistoia-abetone è una classica del Podismo nazionale. Ultramaratona di ben 50 km giunta alla 37ª edizione(2012).

Ciclismo

Pistoia vanta un'importante tradizione ciclistica. La Firenze-Pistoia è stata la prima gara ciclistica su strada italiana. Fra i ciclisti più noti ricordiamo Serafino Biagioni, Loretto Petrucci e Renzo Soldani.

La frazione di Bottegone e quella di Cantagrillo vantano una tradizione di squadre ciclistiche di livello mondiale dalle quali sono usciti numerosi campioni.

Il 14 maggio 2005 Pistoia ha costituito il traguardo della 7ª tappa del Giro d'Italia 2005 con la vittoria dello spagnolo Koldo Gil Perez.

Dal 21 settembre 2013 al 29 settembre 2013 nella città, come a Firenze, Lucca e Montecatini Terme si sono svolti i Campionati del mondo di ciclismo su strada 2013.

Hockey su prato

L'Hockey su prato in città è rappresentato dalle squadre Hockey Club Pistoia e Hockey Pistoia Etrusca.

Tennis

Il tennis nella città di Pistoia è praticato presso due circoli: Tennis Club Pistoia e Circolo del Dopo Lavoro Ferroviario.

Rugby

Il Rugby pistoiese è nato grazie al lavoro di Umberto Materazzetti, importante figura del Rugby toscano e non solo, che con il contributo di varie scuole medie superiori è riuscito a creare il Rugby Pistoia asd nell'anno 2005. Ad oggi la società dispone di un settore giovanile e di una squadra che milita nel campionato toscano di C1. Dal 2010 è nata una nuova società satellite: il Rugby Pistoia 2010 militante nel girone C3 del campionato toscano.

Arbitraggio

Dal 1927 la città di Pistoia può vantare una sezione arbitrale, di nome "Werther Zamponi", che ad oggi conta circa 160 associati e che è riuscita a rapprenstare la città nel massimo campionato di Serie A, grazie all'arbitro Massimiliano Irrati.

 

fonte: Wikipedia e Comune di Pistoia

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